Qualche giorno fa ho incontrato una cliente per la prima volta. Durante il colloquio iniziale mi ha raccontato di tante difficoltà: problemi fisici dopo un intervento invasivo, un senso di stanchezza che l’accompagnava “da sempre”, il bisogno di ritrovare vitalità.
Eppure, quando siamo andati in profondità, la porta che si è aperta non riguardava affatto il corpo.
Ciò che è emerso, in realtà, è stata la ferita di un dolore lontano: la morte di sua madre, quando lei aveva solo 16 anni. Un legame ancora vivo, come un filo energetico rimasto intrecciato al suo senso di colpa per “non averla potuta salvare”.
È questo che spesso ci svuota di energia vitale: continuare a investire la nostra forza nel passato, lasciandone poca per il presente.
Quell’incontro le ha permesso di guardare diversamente la sua storia: non più come un peso, ma come un ricordo da custodire in modo leggero e amorevole. Se n’è andata sentendosi rinvigorita, libera da quel nodo che la tratteneva indietro.
🌿 Nel lavoro energetico spirituale che offro, non è mai la mente a scegliere quale porta aprire, ma ci guida una saggezza più profonda che sa sempre cosa è davvero pronto per essere trasformato.
E quando ci affidiamo a quella guida interiore, il cammino diventa più sicuro, autentico, sorprendente.