Ci sono momenti della vita in cui ci accorgiamo che qualcosa non scorre più.
Io mi sono resa conto che, con cadenza regolare, dei vecchi meccanismi inceppati tornavano a bloccarmi, impedendomi di manifestare la vita che desideravo.
Il vero cambiamento è arrivato quando ho iniziato a guardare dentro, a sciogliere quei nodi che mi tenevano legata.
Con mia immensa sorpresa ho scoperto che potevo finalmente autorizzarmi a volermi bene senza essere perfetta. Ho imparato a quietare quella sensazione che mi accompagnava dall’infanzia: l’idea di non fare mai abbastanza, di non essere mai abbastanza.
Ricordo con chiarezza la prima sessione che feci con una terapeuta eccezionale e che mi stava guidando con grande maestria. In quell’incontro emerse una storia legata ai miei anni di scuola, che portavo ancora addosso come un marchio invisibile: sensi di colpa, convinzioni distorte su di me e sul mondo, che continuavano a condizionare la mia felicità.
Quel giorno feci finalmente pace con il passato, lasciando andare il peso di quelle idee sbagliate.
Che liberazione! Quanta gratitudine! E soprattutto: quanto impatto concreto nella mia quotidianità.
Da quel giorno la vita si è fatta via via un po’ più fluida, più armonica, più mia.
Da lì è iniziato un viaggio che non si è più fermato. La curiosità mi ha spinta ad approfondire, a formarmi, a portare a mia volta questo tipo di esperienza ad altre persone.
Oggi, dopo tanti anni di pratica nella relazione di cura, ancora mi sorprendo davanti al senso di mistero e di meraviglia che accompagna ogni incontro.
Perché quando un’anima si alleggerisce da vecchi fardelli, non è solo la sua vita a trasformarsi… è come se il mondo intero diventasse un po’ più luminoso.