“Rendi conscio l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”
Questa frase di Jung mi accompagna ogni volta che lavoro con qualcuno e, prima ancora, ogni volta che rifletto sulla mia stessa storia.
Perché è proprio così: quando non siamo consapevoli delle dinamiche che si agitano dentro di noi, sono loro a governare la nostra esistenza.
E allora accusiamo gli altri, il caso, la sfortuna. Ci convinciamo di essere vittime di un destino avverso, agnelli sacrificali in balia di tempeste che sembrano sempre scatenate da qualcun altro.
Anch’io, per molto tempo, mi sono sentita così: con la mia nave senza direzione nel vento.
Finché non ho capito che nessuno poteva riportarmi al timone al posto mio.
Il lavoro interiore ti porta lì: ad ascoltare quella voce profonda che non sempre indica la strada più comoda, ma il sentiero giusto.
Quel cammino che a volte è stretto, impervio, faticoso, ma che ti porta più in alto, più vicino a te stesso, più vicino all’anima.
È facile incolpare gli altri o la sorte.
È più difficile guardarsi dentro, affrontare i propri demoni, prendersi la responsabilità delle proprie scelte.
Ma è lì che avviene la vera trasformazione: quando riprendi in mano il timone e scopri che non sei vittima del destino, sei il creatore della tua vita.
🌿 E allora non sei più spettatore passivo, ma guerriero spirituale: non contro il mondo, ma a favore di te stesso.